Gli ETF

PREMESSA

Coerentemente con l’ assunto preso (“ Lettera aperta al Ceo Unicredit “), desidero esporre nel presente articolo,  nel modo più semplice e chiaro possibile, che cosa sono gli ETF e gli altri strumenti finanziari simili, che vanno sotto il nome di ETP (e cioè ETC, ETF strutturati, ed ETF attivi di nuova generazione).

DEFINIZIONE

Gli ETF (acronimo di Exchange-Traded Fund, e cioè Fondo negoziato in Borsa), sono fondi indicizzati, il cui unico obiettivo è quello di  replicare l’indice al quale si riferiscono (benchmark) attraverso una gestione totalmente passiva, e le  cui quote sono negoziate in borsa durante i normali orari di contrattazione, al pari delle azioni di società.  

VANTAGGI

I maggiori vantaggi di un ETF sono parecchi, ma tre sono – a parer mio – i più importanti: 

  1. poter investire in tempo reale con un solo acquisto su un intero indice di mercato (ad esempio FTSE MIB, DAX, Nasdaq100, S&P500);
  2. poter diversificare efficacemente il proprio portafoglio investendo in comparti strategici diversi, diminuendo considerevolmente il rischio totale del portafoglio;
  3. gli ETF, specie quelli fisici (in seguito esamineremo le varie tipologie), sono molto economici, perché presentano una commissione totale annua (TER) ridotta e applicata automaticamente in proporzione al periodo di detenzione, mentre nessuna commissione di “Entrata”, di “Uscita” e di “Performance” è a carico dell’investitore. In definitiva, un minor costo rispetto ai tradizionali fondi comuni di investimento: quindi, nel confronto, un guadagno certo iniziale!

Inoltre, acquistando un ETF, si beneficia dei dividendi (se indice azionario) o degli interessi (se comparto obbligazionario) e si può scegliere se incassarli alla scadenza, o accumularli fino alla vendita.
E ancora, con l’ acquisto di un ETF si abbatte il rischio emittente,  perché il patrimonio dell’ ETF è separato da  quello della società che lo amministra. Ad esempio, un ETF emesso da iShares ha un suo patrimonio che è indipendente da quello di BlackRock che lo amministra.
Infine, un ETF è assolutamente trasparente: per capire come va, basta seguire il suo sottostante, che, essendo un indice molto noto (FTSE MIB, DAX, Nasdaq100, S&P500, Nikkei 225 Ucits), è facilmente reperibile su tutti i quotidiani finanziari, con tutti i dati e le previsioni.
In definitiva, gli ETF sono economici, ampiamente diversificati,  trasparenti, flessibili e liquidi.
Consulenti e promotori finanziari parlano poco degli ETF, perché non ci sono commissioni (… e   perciò sono economici!)

PRIMI APPROCCI ALLA NAVIGAZIONE

Per una  navigazione esplorativa, come emittente di ETF, ho privilegiato il sito iShares, gestito da BlackRock, la più grande società di investimento al mondo, leader in America negli ETF e ETC,  e presente sulla piazza finanziaria di Milano appunto con la gamma di prodotti iShares, quotati sull' indice EtfPlus della Borsa Italiana.
Per riordinare le idee, riporto di seguito gli elementi principali con cui è presente sul web un titolo ETF.

ESEMPIO DI iShares

Per familiarizzare con i nomi degli ETF riportati nelle liste che incontreremo, riporto di seguito un esempio a caso del nome di un ETF iShares; gli ETF degli altri emittenti sono simili.

iShares Core S&P 500 UCITS ETF                               (nome che compare nella colonna con intestazione Fondo, e cioè Nome Fondo)

CSSPX, iShares Core S&P 500 UCITS ETF USD (Acc) 
  (nome più completo, come compare nell' intestazione del factsheet; vedi appresso)

Il nome di un ETF è composto da una struttura di base formata da cinque elementi (parole chiave) che rivelano la maggior parte delle caratteristiche più importanti del prodotto.
Nell’ esempio riportato abbiamo:
1) nome dell’ emittente (marchio: iShares; sottomarchio: Core, opzionale); iShares è la Società emittente, e BlackRock è il gestore patrimoniale (o grandi banche come ad esempio la D.b.; il sottomarchio Core è indice di un  ETF economico, perché basato su un indice molto grande ((S&P 500))
2) nome dell’ indice (S&P 500);
3) informazioni sulla regolamentazione (UCITS);
4) dettagli sulla classe di azioni (ETF);  
5) ulteriori informazioni (DIST), e cioè i  dividendi sono distribuiti, e non sono accumulati (Acc.). Questo elemento non è presente nello specifico nome preso in esame ma figura come indice della colonna della tabella in cui sono listati i prodotti.

Nella tabella le intestazioni delle colonne sono le seguenti:

Ticker, Fondo, Valuta, Classe di azioni,  Utilizzo dei rendimenti , AUM(M), Asset netti al , Domicilio, TER % , Factsheet, dove appunto:

Ticker è la sigla identificativa di negoziazione del prodotto, ed è CSSPX nel nome più dettagliato riportato sopra, come ad esempio ISP lo è per Intesa Sanpaolo nel MIB40;
Fondo è il nome del fondo ( iShares Core S&P 500 UCITS ETF ) visto sopra;
Valuta, è la valuta di negoziazione, e cioè USD per il $ statunitense, Eur per l' euro, e così via;
Classe di azioni, ad esempio Hedged (compare una sola volta in tutta la tabella!);
Utilizzo dei rendimenti, come abbiamo visto a distribuzione (DIST) o ad accumulazione (ACC);
AUM (Asset Under Management), valore di mercato di tutti i fondi gestiti da una Banca (es. D.B.) o da un gestore patrimoniale (BlackRock, il primo al mondo). L' AUM è un indice della grandezza e del successo di una Banca o gestore patrimoniale rispetto alla concorrenza.
Ter%, Total Expense Ratio; indicatore sintetico  del  costo dei fondi di investimento, e quindi anche dei TER, con esclusione dei costi di negoziazione; espresso in % rispetto al capitale.
Domicilio emittente: dove risiede la Società; (Irlanda, nell' esempio)
Factsheet: opuscolo informativo completo di tutti i dati dell'ETF in esame, CSSPX, iShares Core S&P 500 UCITS ETF USD (Acc) 

CAMPIONARIO ETF iShares

Di seguito riporto una tabella che contiene un campionario degli ETF  che a me sembrano più sicuri, con eccezione dell' ETFS COCOA, che ho inserito come esempio di ETC (Asset Class: Materie prime), e che presenta un apprezzabile grado sia di rischio, ma anche di opportunità, considerato che tale ETC ha registrato negli ultimi 5 anni una perdita del 13,6% (-36,45% negli ultimi due anni), e che è in guadagno del 3,2% da inizio anno:

Descrizione AUM TER% KIID Sk. Informativa ISIN Asset Class
iShares Core DAX® UCITS ETF (DE) 8.455,661 0,160

KIID/KID  

Scheda informativa DE000593393 Azionario Europa
iShares STOXX Europe 600 UCITS ETF (DE) 8.114,358

0,200

KIID/KID Scheda informativa DE000263530 Azionario Europa
iShares Core EURO STOXX 50 UCITS ETF 3.923,330

0,100

KIID/KID Scheda informativa IE00B53L3W79 Azionario Europa

iShares FTSE MIB UCITS ETF EUR (Dist)

301,736

0,35%

KIID/KID Scheda informativa IE00B1XNH568 Azionario Italia
iShares Core € Corp Bond UCITS ETF 8.337,892 0,200 KIID/KID Scheda informativa IE00B3F81R35 Bond Europa
iShares Core S&P 500 UCITS ETF 25.112,205 0,070 KIID/KID Scheda informativa IE00B5BMR087 Azionario America 
iShares S&P 500 UCITS ETF 7.962,597 0,070 KIID/KID Scheda informativa IE0031442068 Azionario America

ETFS Cocoa

COCO

Scheda informativa

JE00B2QXZK10 Materie Prime

Di seguito parleremo di tipologie di ETF, di siti emittenti,  e delle migliori piattaforeme

TIPOLOGIE DI ETF

Gli Exchange Traded Fund quotati sui mercati ufficiali possono essere raggruppati in quattro tipologie di ETF (in parentesi, per completezza, sono riportati anche i sottotipi ):

  1. ETF indicizzati azionari (Classe 1) ed obbligazionari (Classe 2).
  2. ETC (Exchange Traded Commodities) & ETN (Exchange Traded Notes)
  3. ETF strutturati (Classe 1: strutto. senza effetto leva; Classe 2: strutt. con effetto leva)
  4. Etf attivi di nuova generazione (seconda generazione: utilizzo di criteri fondamentali di selezione dei titoli in base ai dividendi, al patrimonio netto, alla liquidità e al fatturato; terza generazione, come la seconda, ma utilizzando modelli deterministici e matematici).

Gentile Lettrice/Egr. Lettore, se hai seguito accuratamente il consiglio che ti ho dato nella premessa, ti sarai reso conto di alcuni fatti che di seguito ti espongo:

  • I link ETF, ETC (Exchange Traded Commodities) & ETN (Exchange Traded Notes),  ETF strutturati, con eccezione solo del link Etf attivi, consentono di accedere tutti all’importante sito di Borsa Italiana, molto professionale  e ricco di informazioni.
  • Inoltre, Gentile Lettrice/Egr. Lettore, avrai notato la maggiore complessità degli argomenti relativi agli strumenti finanziari ETF, ETC (Exchange Traded Commodities), ETN (Exchange Traded Notes),  ETF strutturati, ed Etf attivi rispetto al più semplice ETF. Sopratutto, ti sarai reso conto che, se non hai una profonda conoscenza dei suddetti strumenti, conviene starne lontano (esclusi ovviamente gli ETF fisici).

Di seguito, una breve e semplice rassegna dei suddetti strumenti finanziari.
Gli ETC consentono di investire facilmente sia in un paniere di materie prime e metalli preziosi, e sia  in singole materie prime e singoli metalli preziosi.  Il rendimento di un ETC si basa o sul prezzo a pronti (prezzo della fornitura immediata) o sul prezzo future (prezzo della fornitura futura) di una singola materia prima o un paniere di materie prime.
Gli ETN, (Exchange Traded Notes sono strumenti finanziari basati sull'investimento diretto dell'emittente nel sottostante (diverso dalle commodities) o in contratti derivati sul sottostante, dal cui andamento dipende il prezzo dell’ ETN.

Abbiamo poi ETC basati su Swap sia  totalmente collateralizzati e sia collateralizzati con garanzia di terzi.
Gli ETC totalmente collateralizzati sono anch’essi garantiti dal collaterale, che è rappresentato da un valore mobiliare o immobiliare che costituisce la garanzia di un prestito, sotto forma di investimenti o strumenti monetari ad alto rating creditizio,  e che viene sostanzialmente controllato con cadenza giornaliera.
Inoltre, esistono ETC collateralizzati con garanzia di terzi, ma questi sono esposti al rischio di credito della terza parte. Un tipico esempio sono gli ETC sul greggio derivanti da strumenti ETF, i cui prodotti sono collateralizzati o garantiti dalla Royal Dutch Shell.
Nella tabella che abbiamo preso in considerazione sopra, l' ultimo titolo è l' ETFS COCOA COCO (un ETC), basato sui contratti future sul cacao, venduti proprio prima della scadenza (rollover), con un guadagno (backwardation) se i contratti acquistati sono meno cari dei venduti, o con perdita (contango) se viceversa. La differenza di prezzo è comunemente chiamata "roll yield", incluso nel calcolo dell' indice (benchmark, sottostante)), e che quindi influenza anche l' ETC. 

SITI EMITTENTI

 Cliccando sui link sottostanti trovate per ciascun emittente di ETF le brochures nonchè i fact sheet messi a disposizione dagli emittenti stessi, per i documenti ufficiali (prospetto completo, prospetto semplificato e documento di quotazione) visitate la sezione Prospetti e Documenti.

Il sito di Borsa Italiana, nota anche più semplicemente come Borsa Milano, che, come è noto, gestisce il mercato finanziario italiano, e che dal 2007 ha anche operato la fusione con la Borsa di Londra (London Stock Exchange Group), fornisce anche una panoramica esaustiva delle caratteristiche della famiglia degli ETF ai link ETF ed ETC & ETN presenti sulla barra dei topmenu della Homepage. In particolare, la negoziazione degli ETF avviene sul segmento ETFplus.

Un altro sito ricco di informazioni è Investing.com, ai seguenti link specifici: ETF, Principali ETF, ETF Mondiali.
Per monitorare poi l' andamento giornaliero delle Borse è disponibile una pagina ricca di informazioni al seguente link: http://www.firstonline.info/

 Private Banking Unicredit

Tutte le maggiori Banche offrono servizi online di private banking.
Sono cliente Unicredit da quando si chiamava Credito Italiano, e sono un cliente dell’ Home Banking Unicredit.
Per gli ETF, Unicredit mette a disposizione UniCredit IDEA una nicchia dedicata esclusivamente agli ETF, con linee di investimento diversificate per profilo di rischio.
Unicredit ha aggiornato ultimamente l’ ambiente del suo sito; resta ancora da completare la Sezione Investimenti, la più difficile ed impegnativa. Spero che ne venga fuori qualcosa all’ altezza delle sezioni già sviluppate, che sono facili da navigare e da interpretare.
Per la negoziazione degli ETF online home banking, utilizzo ancora la vecchia versione. Dopo aver eseguito il Login, si segue il percorso: Mercati ---> Listini Italia ---> ETF.
Compare la prima di ben 18 pagine, ciascuna contenente 50 ETF (tranne la diciottesima, contenente 7 ETF), per un totale quindi di 857 ETF.
Unicredit porta solo 55 iShares dei 132 totali (41,66%), però ben scelti. I restanti 802 ETF sono ripartiti tra i vari emittenti, in specie Amundi, partner Unicredit.

MIGLIORI PIATTAFORME ETF

Dopo aver visto cosa sono e come funzionano gli ETF, di seguito riportiamo i nomi delle due migliori piattaforme che consentono di negoziare su questo particolare strumento finanziario. Ci teniamo a sottolineare che per fare trading su ETF in modo efficace è indispensabile affidarsi ad una piattaforma seria ed affidabile. Alcuni broker online come Plus500 (uno dei migliori broker al mondo in quando a offerta di ETF) offrono la possibilità di provare gratuitamente la piattaforma tramite un conto demo con fondi virtuali:

  • Plus500: sicuramente l'offerta più completa, piattaforma web, servizio ETF su Forex, indici, materie prime, azioni e obbligazioni. Disponibile anche una eccezionale versione mobile per tablet e smartphone con interfaccia grafica intuitiva e molto facile da utilizzare. Plus500 è un broker che di sicuro consigliamo a chi ha un minimo di esperienza nel trading online. Chi non ha esperienza, può comunque maturarla praticando gratuitamente in modalità demo.

  • Markets.com: un big del trading online, con una un'offerta molto qualitativa e diversificata (famose le versioni MetaTrader4, e l' attuale e più aggiornata MetaTrader5. Tondo.

COME SCEGLIERE UN ETF

Coerentemente con l’ impegno assunto di parlare in modo chiaro solo degli strumenti finanziari più semplici,  limiterò i criteri di scelta di un ETF solo alla prima delle quattro classi citate nel paragrafo “Tipologie di ETF”, e cioè agli ETF fisici.

Procedendo dal generale al particolare, occorre allora fare la propria scelta anzitutto per l’ asset  class, e cioè scegliere tra ETF azionario , obbligazionario, o materie prime; poi dove questo asset  viene scambiato, e cioè su singoli Paesi (Italia, Francia, Germania, ecc. )  o su estese aree  geografiche (Eurozona, U.S.A., mercati asiatici, Paesi emergenti, ecc.). Nel caso di asset class su mercati che non sono compresi nella Eurozona, occorre considerare molto attentamente il rischio cambio, di cui parleremo tra poco.

Dopo l’ asset class e mercato, occorre scegliere il benchmark (indice)  più adatto alle proprie esigenze, e quindi o ad un indice di casa nostra tipo Ftse Italia Mib, oppure a indici come DAX, Nasdaq100, S&P500, Dow Jones, ecc. ... E ancora di nuovo si ripropone il problema del rischio cambio valuta nel caso optassimo per indici come S&P500, rischio che, come vedremo tra poco, non conviene assolutamente sottovalutare!

Poi si sceglie il prodotto vero e proprio (replicante), badando a tre fattori precisi: i costi, la liquidità e il tipo di replica.
Gli ETF fisici sono quelli che costano di meno, specie se hanno grossi volumi di scambio, che influenzano - quest'ultimi - anche la liquidità, e cioè sono liquidi i prodotti che possono essere acquistati o venduti in grande quantità, in tempi brevissimi -praticamente istantanei - al prezzo di mercato battuto in quel momento, e con basso spread, definendo lo spread come la differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita del prodotto, differenza che incide anche sul contenimento dei costi quando è bassa. I prodotti che hanno grandi volumi di scambio sono in definitiva quelli più liquidi.
Infine, il tipo di replica completamente passivo è quello che in linea teorica potrebbe dare una performance leggermente più bassa rispetto, ad esempio, ad un ETF smartBeta, che è invece basato su di una selezione accurata dei titoli, secondo criteri prestabiliti, che compongono un certo paniere, e che però costa di più.

RISCHIO CAMBIO VALUTA

Si definisce rischio di cambio  il prezzo al quale la valuta nazionale (€) può essere scambiata in una transazione contro una valuta estera (es. $ USA); tale rischio di cambio dipende, ovviamente, solo dalle valute usate nella compravendita, e non dalla nazionalità degli operatori.

Consideriamo il caso dell' acquisto di un titolo in $ USD. Il rischio di cambio comporta un guadagno se il $ si rafforza nell' intervallo di tempo tra l' acquisto e la vendita (e cioè il rapporto €/& diminuisce), e viceversa comporta una perdita se il $ si indebolisce (e cioè il rapporto €/& diminuisce); ovviamente, se infine al momento della vendita il rapporto di cambio ha lo stesso valore di quello all' acquisto (rapporto €/& costante), allora non si ha né un guadagno e né una perdita. 

Per maggiore chiarezza, facciamo un esempio. Supponiamo di aver investito in data 05/02/2018 la somma di 10.000 € nel titolo iShares Core S&P 500 UCITS ETF, valuta $ USD, rapporto di cambio r(€/&) = 1,2367. Al cambio, quindi, i 10000 € valgono 12367 $, che sono investiti per l' acquisto del numero di quote dell' ETF citato al corrente prezzo di mercato. Questo cambio è definito dalla teoria certo per incerto, ed è l’ammontare di $ investiti pr l' acquisto delle quote scambiate in $, ed  equivalenti ai 10000 € versati per l' acquisto (capitale investito).

Supponiamo poi di poter rivendere tra un anno esatto tutte le quote  con un rapporto di cambio r(€/&) = 1,0798, e cioè con il $ che si è rafforzato.
Per calcolare il guadagno dovuto al nuovo cambio favorevole di 1,0798 calcolo il rapporto 12.367 $/1,0798 €/$=11.453 € (esattamente l' operazione contraria a quella fatta nella vendita, e cioè dividere - e non moltiplicare! - per il nuovo cambio); sulla differenza  11.453 € - 10.000 € _= 1.453 €, calcolo il guadagno %, che risulta un bel 14,53%. Questo cambio è definito dalla teoria incerto per certo, ed è l’ammontare di € ricevuti  in cambio dei 12367 $ versati all'acquisto.
Nella terza riga, invece, con un rapporto €/$ più alto, e quindi a fronte di un $ più debole, riceviamo un importo in € di 9.036 €, inferiore ai 10000 € versati di ben 964 €, e quindi con una perdita percentuale di 9,64%.
Per tua comodità, gent.lettrice/egr. lettore, ho riportato nella tabella seguente i valori citati. Cioè:

Descrizione €, investiti (€/&), cambio $ equiv. €,  dopo vendita Guad./Perd. € Guad./perd. %
Acquisto 10.000 € 1,2367

12.367 $

Vend. dopo 1 a.(guad.)

1,0798

11.453 € 1.453,05 € 14,53 %
Vend. dopo 1 a. (perd.)

1,3686

9.036 € - 964  - 9,64%

I rapporti di cambio sono stati presi dal factsheet da un grafico del titolo relativo agli ultimi 5 anni (dal 2013 a fine 2017), e corrispondono ai valori massimo e minimo del quinquennio.
Il valore attuale del rapporto di cambio è r(€/$) = 1.2336, poco differente dal valore medio dei rischi di cambio massimo e minimo del suddetto quinquennio. Tale valore inficia minimamente la performance del periodo, perché il cambio non genera né perdite né guadagni apprezzabili.

Un convertitore di valuta €/$ USD è disponibile al seguente link: FOREX di Investing.com (fare clic sull' indice €/$).

Ovviamente, abbiamo descritto solo i concetti  essenziali  del tassi di cambio .
Si potrebbero dire tante altre cose: ad esempio, cosa succede alle importazioni/esportazioni o al potere d' acquisto quando i tassi di cambio salgono o scendono; in sintesi, succede quanto segue:

  • Una valuta si apprezza quando il suo valore aumenta rispetto alle altre. Questo rende meno competitivi sul mercato internazionale, sfavorendo le esportazioni; contemporaneamente aumenta il potere d’acquisto, favorendo le importazioni
  • Una valuta si deprezza quando il suo valore diminuisce rispetto alle altre. Questo rende più onerose le importazioni, diminuendo il potere d’acquisto, ma favorisce le esportazioni, poiché i prezzi divengono più competitivi sul mercato internazionale

Inoltre ci sono concetti che occorre assolutamente conoscere per comprendere la struttura dei prodotti finanziari più evoluti, e naturalmente anche più rischiosi. Ad esempio, si parla  di:

  • CAMBI A PRONTI (spot): sono prezzi per le operazioni in cui lo scambio di valute avviene immediatamente (nella pratica il 2° giorno lavorativo successivo alla stipula)
  • CAMBI A TERMINE (forward): sono prezzi per operazioni che prevedono l’esecuzione delle prestazioni alla data indicata come termine (es. 1, 2, 6 o 12 mesi)

... ma di questo parleremo, forse, una prossima volta!

CONCLUSIONE

Negli articoli precedenti di questa "Guida agli Strumenti Finanziari", ho parlato del lavoro della MIFID, sia come supporto al Cliente mediante il questionario MIFID per l’assegnazione del profilo di investimento  più adeguato, sia come maggior controllo sulla struttura finanziaria degli  emittenti e sulla correttezza dei  prodotti finanziari da queste emessi. 

Ho anche parlato dell' importanza dell' azione della Scuola, di  ogni ordine e grado, che assieme ai media, ai Social Network, alla Stampa, al mondo editoriale, dovrebbe farsi carico di elevare il livello di conoscenza della popolazione italiana relativamente agli strumenti finanziari. I benefici sarebbero rilevanti per tutti: clienti, Banche, Nazione. Non dimentichiamoci che in Europa siamo ultimi relativamente alla educazione finanziaria, ma primi in quanto a capacità di risparmio

Nell' articolo "Recessione: ultimo atto", facevo notare che il principio morale ispiratore delle nuove classi sociali è in generale radicalmente cambiato, e cioè mentre prima si cercava di guadagnare per vivere, oggi  - specie nelle alte sfere, che poi sono quelle che detengono la maggior parte della ricchezza mondiale -  si vive esclusivamente per guadagnare. 
John Maynard Keynes diceva: “Le colpe più gravi della società economica in cui viviamo sono l’incapacità di assicurare una piena occupazione e la distribuzione arbitraria ed iniqua della ricchezza e dei redditi”.
Ebbene, desidero chiudere quest' articolo con il seguente auspicio. La Finanza è una  scienza che evolve continuamente; ma non basta che innovi se stessa: deve rendere possibile anche l’ innovazione altrui,  sia a seguito dello sviluppo tecnologico  e sia a seguito di modifiche della strategia di sistema. E le Banche, che sono il territorio naturale del mondo della Finanza intesa come scienza, devono sempre tener presente che le Banche siamo anche noi,  “clienti retail” , con i propri risparmi e progetti. Quindi ben vengano strumenti finanziari più evoluti, ma che siano però corretti e sani nelle fondamenta e nella gestione. Ciò per il bene di tutti.

Dopo la serie degli articoli sugli aspetti generali degli strumenti finanziari, questo è il primo articolo in cui tratto specificamente di un titolo, e colgo quindi l' occasione per far conoscere a te, gentile lettrice/egr. lettore, quale tipo di ETF io sceglierei se dovessi fare un investimento domani. Ebbene, io sceglierei un Etf fisico, che replica passivamente un indice,  con TER % basso, e con Asset Class Azionario Eurozona di grandi dimensioni. Al limite, anche un Asset Class Azionario U.S.A. - sempre di grandi dimensioni, ad es. tipo S&P 500,  ma solo se ci sono buone probabilità di un $ che si rafforza ,  e sopratutto  economico. Buona fortuna!

Link, con nota* 

justETF

*Nota: Troppo bravi, questi della justETF !  Prima il link stava ad inizio articolo, ed io stesso quasi sempre - non stanco di leggere e rileggere-  restavo bloccato nel loro sito, rinunciando a proseguire nella  navigazione del mio sito, e quindi ... !

 Autore

Zeferino Siani

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Tags: ETF, Vantaggi ETF, Emittenti ETF, TIPOLOGIE etf, ETC, ETN, ETFstrutturati, ETFattivi, Plus500, Markets.com, rischi cambio

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