Il tasso di cambio: cosa è, a che serve, e da quali fattori dipende.

corretto cambio valuta,tassi di cambio e inflazioneSalerno, mercoledì, 06/06/2018.

Quando non conosco un argomento, scendo in garage, prendo l' auto e imbocco il primo svincolo autostradale sul cui cartello sta scritto Internet, e poi, ... autostrada facendo, mi fermo alle migliori stazioni di servizio dell' azienda Web! 

Scherzi a parte, da quando sono in pensione, non ho molte alternative. Prima avevo il mio Istituto "Genovesi" di Salerno, dove insegnavo chimica, e che rappresentava per me una specie di banca dati, dal momento che potevo chiedere ai colleghi - molti laureati in economia e commercio, e bravissimi - tutto ciò che mi interessava sapere. 
Oggi invece ho solo due alternative: a) comprare e scaricare il libro che mi serve da Amazon sul mio vecchio Kindle (la Feltrinelli al Centro di Salerno è il classico miraggio del  "pozzo nel deserto", considerata la lentezza del servizio di trasporto cittadino!); b) Internet, e zac! ... al primo tentativo trovo: XE - Il sito di cambio valuta più utilizzato nel mondoSta scritto: "Ottieni gratuitamente e in tempo reale i tassi di cambio delle valute, strumenti e analisi utilizzando i dati più precisi. Altri servizi includono ...".

Ciò mi convince e faccio clic. Compare una finestra che visualizza a centro pagina un convertitore di valuta €/$. Inserisco il valore 1000 euro, faccio clic sulla freccia, e mi compare un' altra pagina con i seguenti dati: 1.000 EUR =1.171,71USD (2018-06-06 06:42 local time). Inoltre, la pagina contiene il valore del  rapporto di cambio valido in quel momento ed il suo reciproco, che riporto di seguito:
1 EUR = 1,17171 USD
1 USD = 0,853456 EUR             (Nota: 1,17171 * 0,853456 = 1, cioè il valore del prodotto del rapporto di cambio per il suo reciproco è sempre uguale all 'unità).

Compare anche un ottimo grafico €/$, che riporta l' andamento della nostra valuta rispetto al dollaro fino a dieci anni prima, e che mi fornisce i seguenti dati storici:

  1. A) - 1 maggio 2014 : €/$ =1,38694;  ($/€ = 0,721011) 
  2. B) - 11 marzo 2015 : €/$ =1,05519;  ($/€ = 0,94769) 
  3. C) -  2 giugno 2018 : €/$ =1,16648;  ($/€ = 0,60067).

 Riporto di seguito anche il grafico da cui sono stati rilevati i tre tassi di cambio relativi rispettivamente al 1 maggio 2014, 11 marzo 2015 e  2 giugno 2018.

 Definizione del tasso di cambio.

 Ma ora, per essere chiari e semplici, occorre definire cosa è il tasso di cambio e da quali fattori dipende.

Il tasso di cambio può essere definito come numero di unità di moneta estera che possono essere acquistate con un'unità di moneta nazionale.
Il tasso di cambio è determinato dal valore di mercato delle varie valute sul mercato internazionale.

Ad esempio, oggi (2018-06-06 06:42 local time) in Italia il cambio €/$ = 1,17171. Ciò significa che, arrotondando al minimo taglio di moneta oggi in circolazione, 1 € = 1,17 $; mentre negli USA, sempre nella stessa data, 1 USD = 0,85 EUR.

Come cambiare valuta senza subire imbrogli.

La prima condizione essenziale per cambiare valuta senza essere imbrogliati consiste nel disporre di un cellulare personale connesso ad Internet, in modo da poter consultare in tempo utile il sito XE - Il sito di cambio valuta più utilizzato nel mondo.
 

Supponiamo appunto  che in data 6 giugno 2018 alle h 10:42, stando nella vostra banca (la maggior parte delle banche cambiano valuta solo ai propri clienti, e non per tutte le valute, ma solo per quelle più trattate), mediante il vostro cellulare voi leggete sul predetto sito il seguente valore di cambio: 1 EUR = 1,17171. Normalmente, l’ impiegato fornisce tale valore, ma potrebbe succedere che, in qualche rara banca di cui non siete cliente, vi potrebbero dire ad esempio  1,1380: in tal caso,  è evidente che vi danno meno dollari del cambio ufficiale. Ma quanto meno, in percentuale? Semplice: ((1,1380 - 1,17171) * 100)/ 1,17171 = - 2,877 %. Bisogna poi aggiungere le spese di commissione.

Se viceversa, sempre in data 6 giugno 2018 alle h 10:42, voi vi trovate invece in una qualsiasi banca degli USA, o in un ufficio ForexChange autorizzato,  allora il valore restituito dal convertitore del sito XE - Il sito di cambio valuta più utilizzato nel mondo sarebbe 1 USD = 0,853456 EUR (ovviamente 1/1,17171=0,853456 €, e deve essere sempre verificato che 1,17171*0,853456=1, e cioè il prodotto di un tasso di cambio per il suo reciproco deve sempre essere uguale all’ unità: quest’ ultima condizione può essere proficuamente utilizzata per fare dei controlli!).

Da queste poche informazioni risulta chiaro che alla base di tutto occorre l’ informazione. Occorre cioè essere preventivamente informati sui vari costi di commissione sia delle banche che dei più importanti uffici ForexChange autorizzato da voi facilmente raggiungibili.  Negli aeroporti non c’ è commissione, ma i valori dei cambi comunicati sono sensibilmente maggiori di quelli ufficiali. Ovviamente, evitare come la peste gli  operatori di cambiavalute non ufficiali, che, nella migliore delle ipotesi, vi applicano commissioni molto alte, ma possono anche truffarvi.  Ed in questo sono abilissimi! In linea di massima, conviene cambiare valuta alle banche. E sopratutto, occorre informarsi in tempo utile su tutto, banche, uffici ForexChange, valute trattate, commissioni, ecc.
Per i pagamenti correnti, se si possiede una carta di credito, o una bancomat, conviene utilizzarle. Meglio una carta prepagata: con un importo totale iniziale  limitato, e senza nessun legame con il proprio conto bancario, le perdite in caso di smarrimento o furto della carta sono minori.

Come guadagnare o perdere con il tasso di cambio. 

 Un altro più importante vantaggio è quello di diventare consapevoli dei rischi del rapporto di cambio quando si acquista un titolo quotato in valuta estera. Per riuscirvi, il primo passo fondamentale è quello di capire bene come si può guadagnare o perdere avendo acquistato titoli quotati in valuta estera; nel nostro caso, in dollari.
Ciò è facilmente possibile. Ed infatti, riferendoci  ai dati storici sopra visti, supponiamo di aver acquistato un certo titolo investendovi 1000 € in data 1 maggio 2014, caso A), e corrispondenti al momento a 1386,94 $. Ipoteticamente, se supponiamo di rivendere il titolo un istante dopo averlo acquistato, allora ritorneremmo in possesso dei nostri 1000 €, detratte le spese di commissione.
Supponiamo realisticamente di aver poi venduto il titolo in data 11 marzo 2015, caso B), €/$ =1,05519; risulta che in quella data l' euro si è indebolito a favore del dollaro, e quindi riceviamo indietro $1.386,94 * 0,94769 $/€ = 1314,39 €, con un guadagno di 314,39 €.
Se invece supponiamo di aver venduto il titolo non in data 11 marzo 2015 ma in data 2 giugno 2018, caso C), €/$ =1,6648, risulta che l' euro si è rafforzato a sfavore del dollaro, e quindi riceviamo indietro $1.386,94 * 0,60067 $/€ = 832,26 €, con una perdita di 1000 € - 832,26 € = 167,64 €.

Quindi, in conclusione, occorre tener ben presente che, se, dopo aver investito in un titolo quotato in dollari, il dollaro sale, allora all' atto della vendita del titolo si realizza un guadagno, e viceversa. Per maggiore chiarezza, riportiamo il tutto nella seguente tabella:

 

Casi 
es.

Data Acq.

€, Invest.

€/$

$, Invest.

Data  vendita

$/€

$  vendita

Guad./Perd., €

A)

01-mag-14

1.000 €

1,38694

1.387 €

(1 maggio 2014)

(0,721011)

(1.000 €)

-   €

B)

01-mag-14

1.000 €

1,38694

1.387 €

11 marzo 2015

0,94769

1.314 €

314 €

C)

01-mag-14

1.000 €

1,38694

1.387 €

2 giugno 2018

0,60067

833 €

-               167 €

 Ma come si fa a capire se una valuta si apprezza o si deprezza nel tempo? Questa è una cosa veramente molto importante, ma anche molto difficile. Importante perchè se la previsione è corretta, si possono guadagnare bei soldi. Difficile, perché anche le previsioni degli esperti spesso falliscono: occorre infatti tenere bene a mente che il rapporto di cambio dipende da molti fattori, il cui andamento dipende a sua volta da fattori non sempre pronosticabili (ad esempio, decisioni politiche, come quelle prese da Trump in questi giorni in merito ai dazi!). Vale però la pena, giusto per capirci qualcosa ( ... e per tirare ad indovinare con un maggior margine di probabilità!), di esaminare e valutare quali sono i fattori più importanti che influiscono sul tasso di cambio. Infine, interessarsi di argomenti come il tasso di cambio comporta necessariamente l' approccio a "pillole" di macroeconomia, economia monetaria e politica economica: il che non guasta!

   
L’importanza dei tassi di cambio nel mondo

La moneta nazionale  rappresenta lo  strumento finanziario  più seguito, analizzato e manipolato da ciascun governo.
A livello commerciale, una moneta più debole favorisce le esportazioni e sfavorisce le importazioni, e viceversa.
I tassi di cambio sono relativi e sono espressi come un confronto tra le valute dei due paesi.
Numerosi fattori determinano i tassi di cambio. I principali sono i seguenti: l' inflazione, i tassi di interesse e la politica monetaria, il debito pubblico, la bilancia commerciale, la stabilità politica e la performance economica.

L' inflazione

Un Paese con un  tasso di inflazione costantemente basso ha una  valuta forte, che tende costantemente a rafforzarsi, e ad aumentare il suo potere di acquisto rispetto ad altre valute. E’ possibile reperire informazioni approfondite e complete sull’ inflazione ai seguenti indirizzi:

  1. Inflazione, informazioni approfondite sull'inflazione - Global-Rates.com;
  2. Tasso di inflazione annuo (prezzi al consumo) per paese ...; 
  3. Tasso di inflazione per paese - 2016 - Actualitix
  4. Venezuela, ecco cosa sta succedendo nel Paese in crisi

In generale, nei Paesi con un’inflazione maggiore si ha di solito un deprezzamento della moneta in rapporto alle valute dei loro partner commerciali. Ciò porta anche a fasi di innalzamento dei tassi di interesse per ridurre l’ inflazione e riequilibrare i tassi di cambio tra le valute.

I tassi di interesse e la politica monetaria

C’ è una stretta relazione tra tassi di interesse e tassi di cambio. Infatti, se la  BCE (Banca Centrale Europea)  aumenta i tassi di interesse, allora aumenta il numero di investitori sia della Eurozona che dei Paesi stranieri che vogliono detenere quella moneta, e quindi, un aumento della domanda di tale moneta farà crescere il suo valore (legge della domanda e dell’ offerta). Quindi, se una Banca centrale aumenta i tassi di interesse, la sua moneta si apprezza; se una Banca centrale riduce i tassi di interesse la sua moneta si deprezza.
Però l’ influenza  dei tassi di interesse elevati è minore se l’inflazione nel paese è superiore a quella di altri paesi, e quindi i tassi di interesse, inflazione e cambio sono tra loro correlati. A questo proposito, è utile ricordare che la BCE, la FED, e in genere tutte le Banche Centrali dei vari Paesi perseguono ben precise politiche monetarie per conseguire alcuni effetti fondamentali.
Un importante obiettivo principale è quello di mantenere l’ inflazione inferiore ma vicina al 2%.
Per fare ciò, una Banca Centrale può agire sui tassi di interesse e sulla quantità di moneta circolante.
Quando l’ inflazione è più bassa del 2%, allora la BC  deve effettuare una politica economica espansiva per far accelerare l’ economia  e far risalire l’ inflazione: una politica monetaria espansiva prevede una riduzione dei tassi di interesse e/o un incremento della quantità di moneta circolante. Allora le banche devono pagare meno interessi alla BC, e quindi diminuiscono il tasso di interesse ai loro clienti. Di conseguenza questi clienti,a fronte di un un tasso di interesse più basso , saranno indotti a chiedere più prestiti, e quindi, avendo più denaro disponibile, tendono a consumare di più, e quindi il PIL cresce. Quando la domanda cresce e c’ è una diminuizione di offerta l’ inflazione cresce.
E viceversa, se l’ inflazione è maggiore del 2%, la BC deve  effettuare una politica economica restrittiva per rallentare la crescita economica e far diminuir l’ inflazione. Se l’ inflazione è alta, la BC alza il tasso di interesse, le banche devono pagare più interessi alla BC, e quindi a loro volta aumentano il tasso di interesse ai loro clienti. Di conseguenza questi clienti, a fronte di un tasso di interesse più alto, saranno indotti a  chiedere meno prestiti, e quindi, avendo meno denaro disponibile, tendono a consumare di meno, ed il PIL diminuisce.  Quando la domanda si riduce e c’ è un eccesso di offerta l’ inflazione diminuisce.

Attualmente, il tasso d’ interesse  fissato dalla FED rimane tra 1,50% e 1,75%. L'ultimo rialzo dei tassi risale allo scorso 21 marzo, quando la Banca Centrale ha deciso la prima stretta monetaria, di 25 punti base. Attualmente il tasso di inflazione è vicino al 2%. Secondo gli analisti le condizioni economiche preannunciano un aumento dell'inflazione e dovrebbero spingere la Fed a fare quattro rialzi nel 2018, invece dei tre previsti in precedenza. Il prossimo rialzo, il secondo dell'anno, è previsto nel corso della riunione del 13 giugno, quando ci sarà la conferenza stampa durante la quale saranno diffuse le nuove stime sull'andamento dell'economia statunitense.
In linea di massima, i tassi d’ interesse USA dovrebbero crescere nel prossimo futuro, anche perché Trump promise agli americani durante le passate elezioni un dollaro più forte.

Il Debito Pubblico

Il debito pubblico si forma quando le Uscite di uno Stato sono maggiori delle Entrate.  Per coprire il proprio fabbisogno e l’eventuale deficit pubblico, lo Stato emette i cosiddetti titoli di Stato (BOT, BTP, CCT,CTZ), che vengono acquistate da privati, imprese, banche o altri Stati in cambio di un interesse. Il debito pubblico è formato in gran parte da questi titoli di Stato.
Ricordando che per PIL (Prodotto Interno Lordo) si  intende la produzione di beni e servizi del Paese in un anno, i due principali indicatori della situazione del debito pubblico sono:

  • Debito pubblico/PIL (Anno 2017) = 131,81 %, (Debito pubblico = 2.263.030 €; PIL = 716.635 €)
  • Deficit/PIL, in % (Anno 2017) = 2,31% (Indebitamento netto = - 39.691 €; PIL = 1.716.635 €)
    Tali dati sono reperibili sul sito it Debito pubblico.

Il rapporto Debito pubblico/PIL è un termometro dello “stato di salute“ di un Paese perché ne misura la possibilità di ripagare il proprio debito.
Anche il rapporto Deficit/PIL è importante, da quando è stato stabilito per qualsiasi governo dell’ eurozona  di non superare la soglia del 3%, pena pesanti sanzioni da parte della Commissione Europea (Trattato di Maastricht del 1992, e Patto di stabilità e crescita del 1997).
In definitiva, la dizione “ eccessivo debito” evoca il fantasma dell’ inflazione, e tutto ciò risulta preoccupante se gli stranieri, a seguito anche di giudizi di rating non lusinghieri da parte delle Agenzie di rating tipo Moody’s o Standard & Poors, sono portati a credere al rischio di un default del Paese in oggetto.

La bilancia commerciale (Terms of Trade)

La bilancia commerciale è il risultato che si evince dalla differenza tra il valore monetario delle esportazioni e quello delle importazioni effettuate da un determinato Paese in un certo periodo di tempo.
 Quando le esportazioni superano le importazioni, vi è un saldo positivo, che si chiama surplus commerciale. Quando vi è un surplus commerciale, vi è una maggiore domanda di valuta locale da parte degli acquirenti stranieri, con conseguente aumento del valore della moneta locale.
Contrariamente a questo, quando le importazioni superano le esportazioni, si parla di deficit commerciale. Logicamente, in una situazione di deficit commerciale, vi è un maggior numero di venditori che vendono la moneta locale nel mercato, e in tal modo, diminuisce il valore della moneta.

La stabilità politica e la performance economica

Gli investitori stranieri cercano inevitabilmente paesi stabili, e con buon andamento economico, su cui investire il loro capitale. Un paese con tali attributi positivi attingerà ai fondi di investimento al contrario di altri paesi, per i quali si può percepire un maggior rischio più politico ed economico. Per esempio, i disordini politici possono causare una perdita di fiducia in una valuta e un movimento di capitali verso le valute dei paesi più stabili.

RIEPILOGO.

In definitiva, la moneta di un generico Stato si apprezza:
a) se l’ inflazione è bassa (nella zona euro stabilmente prossima ma minore del 2%);
b) se contemporaneamente è alto il tasso d’ interesse;
c) se debito pubblico e deficit pubblico sono bassi (quest’ ultimo inferiore al 3% per l’ eurozona);
d) se la bilancia commerciale segna un surplus commerciale (portata del flusso delle esportazioni maggiore di quello delle importazioni);
e) se lo Stato è politicamente stabile e ha una buona performance socio - economica (sviluppo industriale, buoni servizi sociali, turismo sviluppato, buona Sanità, ecc. )
Ovviamente, vale l’ inverso: e cioè la moneta di un generico Stato si deprezza con inflazione alta, bassi tassi d’ interesse, valori alti del debito pubblico e del deficit commerciale, bilancia commerciale in deficit (importazioni > esportazioni), Stato politicamente instabile e con scarsa o pessima performance socio – economica.

Fattori che influiscono sul breve termine

I fattori che fanno variare il tasso di cambio per breve termine (ad esempio, oscillazioni giornaliere), sono rappresentati dalle speculazioni, dal  calendario economico, dalle dichiarazioni di personaggi influenti, da eventi naturali (se di piccola portata e transitori), ecc.

CONCLUSIONI.

Abbiamo visto, a grandi linee, che cosa è il tasso di cambio, come lo si converte, quale è stato l' andamento del tasso €/$ negli ultimi dieci anni, come si può guadagnare o perdere investendo in un titolo quotato in $ USA, l' importanza del  rapporto di cambio nel mondo, e da quali fattori esso principalmente dipende. E però a chi ha letto per la prima volta questi argomenti raccomando vivamente di non commettere l' errore madornale di ritenersi un esperto. A questo/a lettore/lettrice  consiglio invece di approfondire, approfondire ed ancora approfondire l' argomento, di tenersi aggiornato consultando sul web il parere degli esperti e, sopratutto, di dialogare con il consulente finanziario della propria banca.
Personalmente, sono un cliente pluridecennale di Unicredit, dai tempi che si chiamava Credito Italiano, ... il cui brand recitava: "la Banca con il fiore all' occhiello!".
Ancora oggi, quando ho qualche dubbio, prendo l' auto e faccio un salto alla Filiale Unicredit in Via Wagner di Salerno. Lì mi trovo come in famiglia, con tutto il personale, e inoltre so che quando chiedo un consiglio alla mia consulente, quest' ultima, oltre alla sua bravura, ha dietro di se, a supporto, l' esperienza dello Staff&Sistema Unicredit (si veda il nuovo portale!).

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Argomenti Fondamentali (Sezione base): 

Prefazione agli investimenti finanziari
Prezzi e mercati
La diversificazione di un portafoglio
Direttiva MiFID II, e il questionario MiFID.
Il Conto corrente, e … altro!
Lo spread BTP-BUND
Il tasso di cambio: cosa è, a che serve, e da quali fattori dipende.
La Grande Recessione, atto primo.
La Grande Recessione, atto secondo
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Zeferino

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Tags: tasso di cambio, eur/usd, grafico eur/usd, corretto cambio valuta, tasso di cambio e inflazione, tasso cambio e debito pubblico, fattori tasso di cambio

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