Una visita a casa dei nostri nipotini.

Salerno, mercoledì 16 maggio 2012.

Breve prologo.

Nonni e nipoti felici assiemeMia moglie Lucia mi ha chiesto se si poteva, nel pomeriggio, fare un salto a casa di nostro figlio Alfredo, per rivedere i nipotini.

Ovviamente, ho risposto di si. D' altra parte, credo che questa sia in assoluto  la proposta su cui io e mia moglie ci troviamo sempre d' accordo, essendo una delle poche cose che ancora  riempiono la nostra vita.

E quindi nel tardo pomeriggio, dopo averle messo in entrambi gli occhi le consuete gocce di collirio, e mentre lei si da gli ultimi ritocchi veloci, io scendo a prendere  l' auto in garage, passo davanti al portone mentre lei ne sta uscendo, ed andiamo contenti verso casa di mio figlio: in genere, dieci minuti, con traffico normale.

I fatti della giornata.

Bussiamo, e ci apre la nostra consuocera, "nonna Olga", sempre contenta quando riceve visite. Poi, nel corridoio dopo l' ingresso, incrociamo nostro figlio Alfredo mentre sta uscendo dalla stanza delle nostre nipotine, le gemelline  Giorgia e Giulia di sette anni: la stanza è occupata per il momento solo da Giorgia, impegnata a svolgere un compito di scuola di quindici pensieri sul gioco Nintendo.

Ci salutiamo brevemente nel corridoio. E subito Alfredo mi dice: "Nonno, per favore, guarda un poco il compito di Giorgina!", e assieme a mia moglie sparisce  nella stanza successiva del corridoio, quella di Alessandro (11 anni), che ora in casa non c' è perché è andato  da un amico di scuola. La stanza, un poco più piccola, è ora temporaneamente occupata da Giulia, impegnata anche lei in un compito  di quindici pensieri, ma  sulla cagnolina Alice,  una bastardina da loro  trovata ed  adottata  qualche anno fa a Paestum, dove abbiamo un poco di spazio, e  tenuta  in custodia da un mio gentile amico nel periodo invernale. 

Di Ale (Alessandro) parlerò un' altra volta. Di Giorgina e Giulia il papà con una metafora  dice che la prima è gatto, e la seconda è cane, cioè la prima più riservata, la seconda più espansiva. Io aggiungo: la prima più "intellettuale" - con il Nintendo ci passa più tempo del dovuto! - , la seconda con una passione per gli animali, per i cagnolini sopratutto. Giulia è  anche più svogliata, tanto che mio figlio strategicamente le assegna, quando è al lavoro, la badante Lella, mentre Giorgina in genere i compiti li svolge tutta da sola, al più un controllo la sera da parte del papà o della mamma.

Flash, flash, flash ...

Alfredo intanto passa in continuazione da una stanza all' altra, per seguire sopratutto  Giulia, ma anche per dare  a Giorgia, che non ne ha affatto bisogno, un segno della sua presenza e della sua partecipazione: mi sembra un generale in piena azione nel controllo di due campi di battaglia; e mentre sto sorridendo di questo mio  buffo pensiero, Alfredo s' imbatte di nuovo con me nel corridoio, e mi  ripete  "Nonno, per favore, ...", ed io "Vado, vado!", e suggerisco a Giorgina  il quindicesimo ed ultimo pensierino, precisamente questo: " Nonno Zeferino mi ha chiesto che cosa è il Nintendo, ed io glielo fatto vedere. " 

Controllando, mi accorgo che Giorgina ha scritto: " ... gli e lo ...". Anche se a me è sembrato subito  un errore intelligente (Giorgina ha scomposto il pronome glielo nel pronome personale gli -> a lui -> cioè al nonno Zeferino, e congiunzione, e nel pronome dimostrativo lo -> quello -> cioè, Nintendo), trattasi pur tuttavia di un errore, e le dico: "Giorgina, guarda che qui devi scrivere tutto unito, cioè glielo".

Ma Giorgina s' impunta, e mi dice con tono sicuro: " Ma no, nonno, si scrive tutto staccato! "

Quando Giorgina usa quel suo " tono sicuro" allora, per esperienza personale, ho poi riscontrato che  nove volte su dieci aveva ragione, e quindi salomonicamente estendo il problema ad Alfredo ed a mia moglie.

Alfredo consiglia di vedere sul Dizionario di italiano.

Sul Dizionario sta scritto glielo, ma, siccome ci resta il dubbio che si possa  scrivere anche in altro modo, decidiamo di lasciare scritto come sta e di lasciare il tutto al giudizio della maestra. Per un poco, gioco con le bambine prima a nascondino e poi a rincorrerle imitando un ipotetico quanto vetusto lupo.

Una pausa diversiva.

Poi Alfredo mi propone di andare assieme a lui a prendere Ale, che sta a fare le lezioni presso un suo amico nei pressi di Piazza Malta, per portarlo poi di lì  alla palestra nei pressi dei Salesiani per la lezione di pallacanestro; penso:  ... un terzo campo di battaglia, per il nostro generale!

In auto parliamo un poco di tutto: Alfredo parla di  Bossi ("...tutto avrei potuto pensare di lui fuorché truffatore dello Stato"); io parlo del mio Kindle e dell' ultimo libro di Murakami Haruki 1Q84; poi Alfredo ancora, ad Ale che si chiedeva perché non l' avessero convocato per una partita di campionato, espone le sue convinzioni sull' importanza di impegnarsi a fondo, nella vita come nello sport.

Alfredo ferma l' auto davanti la palestra. Ale mi saluta educatamente ("Ciao, nonno!"), e scende. Noi torniamo  a casa, dove ci mettiamo a vedere il film registrato "Il padre e lo straniero" di Giancarlo Cataldo, ma non fino alla fine, perché  Alfredo mi dice che deve trovarsi all' Ospedale per le ore 20, per il turno di notte,  e mia moglie non si lascia sfuggire l' occasione per ricordarmi che dobbiamo rientrare a casa, per consentirle di preparare la cena per noi due e per mia figlia Amalia. Prima di andar via, fisso però con Alfredo l' appuntamento per mercoledì prossimo,  quando ultimerò anche la visione di questo interessante film sulle diversità.


Una ricerca personale.

Ora la giornata è finita. Il mio pc è in standby , e velocemente ne approfitto per ricercare su Google prima  'glielo ' e poi 'gli e lo '.

Risultati:

a) glielo (5.880.000 pagine) -> forma normale;
b) glie lo (268.000 pagine) -> forma originaria, forse anche più appropriata, ma oggi poco usata;
c) gli e lo -> Google mi avvisa: "forse cercavi  glielo ? " .

Le lingue sono vive, in continua trasformazione. E come il volgare del Trecento è poi diventata - purificata sopratutto  da Dante - la lingua ufficiale italiana, così non possiamo escludere che l' attuale " gli e lo " , scritto e pensato  erroneamente tutto staccato oggi da Giorgina, diventi poi un modo corretto di espressione.

In definitiva, cambia il mondo, cambia la lingua.
Deve essere una cosa bellissima interessarsi di linguistica (etimologia delle parole) e di filologia. Sto leggendo "Uno, nessuno e centomila", e sono affascinato dalla purezza linguistica dei suoi contenuti. Penso che Pirandello non avrebbe scritto così bene i suoi capolavori se prima non si fosse dedicato a corsi di filologia romanza e a studi linguistici.

Conclusione e riflessioni.

Prima di andare a letto, mi avvicino al balcone, e guardo giù distratto, pensando di aprire l' indomani una nuova voce di menu nel mio sito ZEFERINO, 'Cultura' o qualcosa del genere, ad uso e consumo mio ora, e poi dei miei figli e dei miei nipoti poi.

Questo mio ultimo sito - Zeferino -  è il più originale dei tre. Già il nome del dominio, zeferino.it, è stato reso reso possibile dalla rarità del mio nome. Poi il nome del sito, appunto " ZEFERINO ", mi fa sentire come un naufrago solitario, nella vastità del mare della onomatopeica mondiale. Ed infine la semi-privacy del sito, dai contenuti in teoria pubblici ma che in pratica è come se fossero privati, perché interessano solo una piccolissima fetta dei visitatori del web. Ma resta per me veramente importante solo questo: che alcuni contenuti del sito siano condivisibili oggi, e sopratutto un domani, dai miei figli e dai miei nipoti; coerentemente con lo slogan: "Nonno...e Web!", e cioè un nonno con l' hobby del web e dei siti web.

Zeferino

 

 

Pin It
e-max.it: your social media marketing partner

Tags: nipoti, cronaca, studio, problemi studio, ricerca

Stampa Email