Italia 2018: quadro geopolitico

 Italia : quadro geopolitico

Il 4 Marzo il bipolarismo che ci ha governato per 20 anni è crollato, lasciando il posto a due nuovi poli: un nuovo centrodestra non più a guida berlusconiana, ma trainato dalla destra leghista, che è riuscita nel sorpasso cavalcando lo stesso malcontento che aveva portato Trump alla Casa Bianca. Il secondo polo rappresentato dal populismo del Movimento 5 Stelle, che ha aumentato talmente tanto i seggi in parlamento che si è assicurato un posto nel governo che nascerà.

In teoria ci sarebbe anche un terzo polo, quello del centrosinistra, uscente dall’esperienza di governo, a guida renziana che è crollato sotto i colpi del Movimento 5 Stelle, della LEGA di Salvini, e a detta di Renzi del “fuoco amico” proveniente dalla minoranza dem e da sinistra.

Nei giorni successivi iniziano le trattative per un nuovo governo che ha visto come protagonisti il M5S e il centrodestra. I 5 Stelle dopo aver fatto sapere di non essere intenzionati a trattare col nemico di sempre, Berlusconi, aprono il secondo “forno” con il PD. Dopo un’iniziale apertura di Martina e dell’ala democristiana, Renzi in diretta da Fazio chiude ad ogni accordo col movimento.

A Di Maio non resta che riaprire il primo “forno”, quello con la Lega. Le trattative durano quasi 90 giorni a causa di molti nodi da sciogliere tra i due: le perplessità dei leghisti sul reddito di cittadinanza, o l’incognita sul nome del premier e le perplessità del Quirinale sul nome di Paolo Savona al dicastero dell’Economia. Questo ha portato a uno scontro tra i grillo-leghisti e il Presidente della Repubblica, che portò al ritiro del mandato esplorativo a Conte e la consegna dello stesso a Cottarelli. Di Maio fa addirittura caldeggiare un’ipotesi di impeachment per Mattarella, ipotesi però non presa in considerazione dalla Lega. La situazione si risolve spostando Savona dall’Economia agli affari europei permettendo al neo governo di insediarsi il 1 Giugno dopo quasi tre mesi di trattative.

Il governo ha posizioni antitetiche su tutto e vede molto spesso il trionfo di Salvini. Lo scontro più duro si sta consumando sulla celeberrima Manovra del Popolo che, a detta del governo dovrebbe portare crescita e occupazione, mentre per l’Europa porterebbe solo l’aumento del debito a un livello insostenibile mettendo in pericolo non solo i conti italiani ma anche quelli europei. La manovra prevedrebbe il reddito di cittadinanza, con pochissime certezze, il superamento della Riforma del 2011 della Fornero e un’iniziale taglio delle tasse e la cosiddetta pace fiscale, cioè la rottamazione delle cartelle esattoriali. Questa manovra è stata bocciata dall’Europa, da Standard and Poor’s, da Fitch e da Moody’s, ma nonostante ciò la manovra non dovrebbe cambiare come non cambierà il conflitto con l’Europa, sebbene tutti  (o quasi) non lo vogliano.

Alessandro Siani

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