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Incontrarsi al Bryant Park

Margareth

Margareth era orgogliosa del suo lavoro e della posizione raggiunta. E le persone che la conoscevano erano favorevolmente concordi nel ritenerla una brava consulente finanziaria, con in più una qualità difficilmente definibile con esattezza, e che i suoi clienti più perspicaci identificavano in una specie di meravigliosa certezza che ciò che si andava decidendo in merito o alla diversificazione dei titoli di un portafoglio o ad un geniale pick-up avrebbe avuto un sicuro successo.
A lenti passi, si avvicinò all'ampia vetrata del suo ufficio, al 30° -  ed anche ultimo - piano dell’ HSBC Tower, 452 Fifth Avenue, New York: durante la notte il vento aveva spazzato il cielo da tutte le nuvole, e la vista era magnifica, ma parziale. Allora, come aveva fatto altre volte, prese dalla scrivania una chiave, chiuse dietro di sé la porta dell'ufficio, fece di corsa le due rampe di scala e poi - due giri nella serratura ed una spinta - uscì sul terrazzo!
Ora nulla si frapponeva al suo sguardo e, appagata, poteva guardare fino all’ Hudson a sinistra, all' East River a destra e, dietro di sé, a tutto il Central Park a nord, ... e oltre, ed ancora oltre! Poi, come sempre, il suo sguardo retrocedeva lentamente, ripercorrendo a ritroso la visione precedente, fino ad appuntarsi sul Bryant Park proprio sotto di lei: newyorkese da generazioni, amava la sua città, ed in particolare amava quel prato che oggi splendeva come la faccia ben levigata di uno smisurato smeraldo.

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Il Piccolo Principe

Addio”, disse la volpe. “Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene se non con il cuore. L’ essenziale è invisibile agli occhi” (Cap.XXI)

Siamo nel mezzo del Cap. XXI del libro “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupery (Lione, 29 giugno 1900 – Mar Tirreno, 31 luglio 1944), e che nel prosieguo chiameremo semplicemente Antoine. (nda. il testo in ble corrisponde all'originale del libro). 
Da sempre al top delle vendite e tradotto in tutte le lingue, il genere del libro è l’ educazione sentimentale; lo stile è semplice, molto poetico, ed il segreto confidato dalla volpe al piccolo principe al momento del loro ultimo addio costituisce il messaggio fondamentale di tutto il libro.

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Rikki Tikki Tavi, un riassunto

Rikki cambia casa.

Questa è la storia della grande guerra che Rikki Tikki Tavi combatté da solo, nella stanza da bagno del grande bungalow nell’accantonamento di Segowlee. Darzee,  l’uccello-sarto,  lo aiutò, e Chuchundra, il Topo Muschiato, che mai si spinge nel mezzo del pavimento, ma striscia sempre lungo la parete, gli dette qualche consiglio;  ma fu Rikki Tikki Tavi a sostenere la vera battaglia.  Rikki Tikki Tavi era una simpaticissima giovane mangusta, chiamata così per il suo caratteristico grido di guerra – Riktiktikkitikkitehk! – quando sgattaiolava attraverso l’erba alta. Un giorno Rikki Tikki( così d’ ora in poi lo chiameremo), spazzato via dalla sua tana – dove viveva con il padre e la madre – da un acquazzone di piena estate,  finì svenuto e semiaffogato nel fosso di un bungalow indiano abitato da bianchi. 

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