Direttiva MiFID II, e il questionario MiFID.

Salerno, domenica 7 marzo 2017-  Aggiornamenti

La Direttiva MiFID (acronimo di Markets in Financial Instruments Directive) è una legge approvata dal Parlamento Europeo il 21 Aprile 2004. Ha  per obiettivo principale  la costruzione di un mercato finanziario integrato, efficace e competitivo nell'Unione Europea.
La Direttiva MiFID II, recepita con il  d. lgs. 30 giugno 2007, introduce importanti modifiche nel mercato finanziario europeo, riprendendo gli obiettivi della direttiva originale (MIFID 1), ma amplificandone il campo di azione.

La Direttiva  MIFID.

Nella lista che segue sono enunciati i punti essenziali della MiFID II, e cioè: definizione, tempi  di attuazione, obiettivi, requisiti del personale, incentivi, adeguatezza, autorità, indipendenza, comunicazione e costi.

  1. DEFINIZIONE E TEMPI DI ATTUAZIONE: la MIFID II è la disciplina che regola i servizi finanziari europei. Nel febbraio 2016 Bruxelles è intervenuta per posticipare di un anno l' effettiva applicabilità della MIFID II. Il limite è adesso fissato al 3 gennaio 2018. 
  2. OBIETTIVI: i prodotti immessi sul mercato devono avere requisiti che soddisfino un target ben preciso per esigenze, disposizione al rischio, capacità e competenze finanziarie.
  3. PERSONALE: il servizio finanziario deve essere garantito da personale esperto dei prodotti offerti.
  4. INCENTIVI: le imprese non potranno prevedere meccanismi di remunerazione che potrebbero spingere gli operatori a raccomandare determinati strumenti finanziari piuttosto che quelli più aderenti alle esigenze dei clienti.
  5. ADEGUATEZZA: la normativa in vigore definisce già una lista di prodotti liberi e di altri più vincolati. Le regole che saranno in vigore dal 2018 saranno anche più severe.
  6. AUTORITA': si prevede poi che l’ ESMA (Autorità europea di controllo degli strumenti finanziari e dei mercati),  l' EBA (Autorità bancaria europea di controllo dei prodotti strutturati), e le autorità di vigilanza nazionali (Consob e Banca d’Italia) abbiano la facoltà di vietare o limitare la distribuzione di taluni prodotti finanziari; in particolare, tali autorità potranno valutare il merito dei prodotti offerti e potranno vietare su base temporanea la loro commercializzazione e lo svolgimento di qualunque altra attività qualora ritengano che essi possano compromettere la stabilità e l’integrità dei mercati, l’ordinato svolgimento delle negoziazioni e gli interessi degli investitori.
  7. INDIPENDENZA: le imprese di investimento devono comunicare al cliente se l' offerta di consulenza è offerta da attori indipendenti oppure no.
  8. COMUNICAZIONE: in particolare, l' impresa che fa da consulente o gestisce il portafoglio dovrà fornire informazioni sul prodotto, spiegare al cliente le ragioni dell' investimento e perché sarebbe coerente con le esigenze del cliente. L’informativa dovrà essere fornita sia ex ante, che ex post: la prima,  in tempo utile nel caso in cui l’intermediario abilitato raccomandi oppure offra in vendita uno strumento finanziario; la seconda, e cioè la  ex post, dovrà essere resa dagli intermediari che intrattengano con il cliente un rapporto continuativo in modo personalizzato. 
  9. COSTI: gli intermediari devono presentare in forma aggregata: a) tutti i costi e gli oneri connessi applicati dalla impresa di investimento relativi ai servizi di investimento e/o servizi accessori prestati al cliente; b) tutti i costi e gli oneri relativi alla realizzazione e gestione degli strumenti finanziari:
    una misura complessiva per consentire al cliente di conoscere il costo complessivo ed il suo impatto sul rendimento atteso dall' investimento

Il Questionario MIFID.


In questo paragrafo, prenderemo brevemente in esame il questionario MIFID, che ciascun cliente retail periodicamente è invitato a sostenere presso la propria banca. In base al punteggio totale ottenuto alla fine del questionario, che prende in considerazione - come vedremo tra poco -  aspetti peculiari della situazione di ciascun cliente,  viene assegnato a ciascun cliente il profilo di investimento più adeguato. 

Il questionario MIFID è formato da un test di adeguatezza e da uno di appropriatezza (da entrambi i quali  deriva il profilo del livello di  rischio del cliente), e dalla cosiddetta best execution.
Cerchiamo subito di chiarire in che cosa consistono i due test e che cosa si intende per "best execution". 

  • Test di adeguatezza: è relativo ai  bisogni e agli obiettivi presenti e futuri del cliente,  e alla sua situazione patrimoniale (reddito annuo netto, fonte di guadagno, quanto possiede in tutto, crediti e/o debiti, e relativa durata). 
  • Test di appropriatezza: è relativo al livello di conoscenza degli strumenti finanziari e al livello di esperienza in materia di investimenti posseduti dal Cliente.

La "Best Execution" poi, è una clausola imposta dalla MiFID a tutte le banche, che ha lo scopo di assicurare la migliore esecuzione degli ordini ai clienti da parte del consulente finanziario.

Dalla compilazione del questionario MiFID esce fuori il  profilo di rischio del cliente, che non solo deve soddisfare i risultati  del test di adeguatezza, ma deve essere tenuto in debita considerazione nella scelta degli investimenti dei  prodotti finanziari per conto del Cliente. 
Però attenzione! Qualche Banca, influenzando sopratutto il test di appropriatezza, potrebbe tendere ad alzare il livello del profilo di rischio del cliente, in modo da avere più margini di manovra nella scelta dei titoli del portafoglio. Quando poi la Banca esagera (caso scandalo delle quattro Banche fallite, e cioè Etruria, Marche, Carife, e Carichieti, con episodio tragico del pensionato suicida!), allora non si raccomanda mai abbastanza di dare importanza al significato di test di appropriatezza, test di adeguatezza, "best execution", e profilo di rischio risultante. 
A parer mio, è sempre una buona regola  mantenersi semplici nel test di appropriatezza, sia relativamente  al fattore conoscenza dei titoli che, - ... e sopratutto ! -   al livello di esperienza posseduto dal Cliente. 

Il questionario MiFID del Cliente è aggiornato periodicamente; per la clientela retail, normalmente ogni 3 anni, ma anche più frequentemente per clienti più professionali.
In definitiva, il questionario MIFID, effettuate le fasi di classificazione e di caratterizzazione del profilo della clientela, consente di assegnare a ciascun cliente, in base al punteggio totale ottenuto, il profilo di investimento più adeguato. Escludendo le fasce più basse (Monetario e Monetario No Consulenza), e quelle più alte (Aggressivo, Nessuna Consulenza), la maggior parte della Clientela rientra in una delle seguenti 4 fasce: PRUDENTE, EQUILIBRATO, DINAMICO, AGGRESSIVO.
Per legge, il Cliente ha diritto a ricevere l’ invio annuale dell’ ultimo questionario compilato.

... IL CASO BANKITALIA.

Un articolo sul web ha il vantaggio, rispetto ad un articolo di un libro o di una rivista, di poter essere aggiornato facilmente; ebbene, utilizzo questo vantaggio immediatamente.

In data 17/10/2017 la  Camera ha approvato con 213 sì e  97 no  la mozione Pd su Bankitalia.  Nella mozione dem si chiede di "rafforzare la vigilanza" da parte di Bankitalia sugli istituti e  si chiede al governo di individuare la figura che ritiene più idonea e autorevole che possa godere della fiducia degli italiani. In definitiva, la mozione mette in discussione la ricandidatura di Visco, l’ attuale governatore della Banca d’ Italia.
Poi c’ è stata la seguente frase di Renzi rilasciata al giornale il Carlino: "Il governo non era semplicemente informato: era d’accordo". E quindi è scoppiata la bagarre.
Il Presidente del Consiglio, in sintonia con il Capo del Governo, ha fatto subito sapere che le sue decisioni saranno basate sulle prerogative attribuitegli dalla legge ed ispirate esclusivamente al criterio di salvaguardia dell'autonomia dell'Istituto. I vari Partiti hanno preso posizione chi a favore e chi contro.
Indipendentemente da come andrà a finire, mi addolora constatare con quanta leggerezza i politici – tutti i politici! – perseguano i loro obiettivi non sempre finalizzati al benessere dello Stato e dei cittadini, ma alla realizzazione dei loro programmi politici. Ed un poco ce lo meritiamo, perché – in generale – siamo poco interessati alla gestione della res publica, e lasciamo che gli altri decidano per noi. Ad esempio, restando in argomento, quanti sanno della necessità (espressa al punto 6 del paragrafo “ La Direttiva MiFID “) dell’ autorità di vigilanza nazionali di salvaguardare gli interessi degli investitori? Ed infine, la domanda che anche un bambino si porrebbe: perché tutto questo bailamme - che durerà fino al mese di marzo, quando si dovrà votare! - non è stato fatto dieci anni fa?

 

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Argomenti Fondamentali (Sezione base): 

Prefazione agli investimenti finanziari
Prezzi e mercati
La diversificazione di un portafoglio
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Il Conto corrente, e … altro!
Lo spread BTP-BUND
Il tasso di cambio: cosa è, a che serve, e da quali fattori dipende.
La Grande Recessione, atto primo.
La Grande Recessione, atto secondo
La Grande Recessione, ... ultimo atto? 

 
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Zeferino

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Tags: Direttiva MiFID, MiFID II, MIFID 1, Questionario MIFID

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