Lo spread BTP-BUND

Lo Spread, termometro del “rischio di default”.

  

 

Apprendere dal telegiornale del mattino che lo spread è aumentato è una notizia che non fa piacere, perché è fonte di preoccupazioni e timori. Generalmente significa che il rendimento a scadenza del nostro BTP decennale è aumentato, e che quindi, per una nota legge della finanza, è aumentato anche il rischio del relativo investimento. Ma vediamo di capire bene, in termini politico-economico, che cosa è lo spread.
Lo spread BTP-BUND è il differenziale (o semplicemente, differenza) tra il rendimento a scadenza del nostro BTP decennale  e il rendimento a scadenza del Bund decennale tedesco, che, essendo molto stabile a causa della forte economia della Germania, è normalmente considerato come un’obbligazione di riferimento a basso rischio (“benchmark”), e che in linea di massima mantiene costante il suo valore nel tempo.  Di conseguenza, ad un aumento dello spread corrisponde un aumento del solo Btp decennale, e di conseguenza l' aumento del rischio del relativo investimento assume per traslazione anche il significato di una misura del rischio dell'emittente, che in questo caso è il Paese Italia. 
In definitiva, lo spread BTP-BUND rappresenta il termometro del "rischio di default" o "rischio insolvenza"del nostro Paese (in generale, vedi "rischio sovrano").

Spieghiamo questo fatto del rischio default un poco più in particolare. Tenendo presente che  il rendimento è sempre direttamente proporzionale al rischio, in pratica lo Stato italiano è costretto a “promettere” un rendimento maggiore per invogliare i mercati a investire nei suoi titoli. Ma così facendo aumenta lo spread, e di conseguenza la necessità di aumentare il rendimento va a pesare sulle casse dello Stato e sul debito pubblico del nostro Paese: si innesca quindi  una spirale perversa che generalmente va a ripercuotersi sulle spalle del cittadino italiano (vedi Legge Monti, imposta di bollo annuale sui C/c). Disagio quindi per i cittadini, disagio per il governo (aumento del debito pubblico), e disagio per le banche, che investono molto in titoli di Stato, e che si ritrovano tra le mani obbligazioni vecchie che, essendo cresciuto il rendimento delle nuove emissioni, hanno perso di valore (appunto perché nessuno ha più interesse a comprarle, essendoci le nuove che rendono di più!). In definitiva, disagi e timori per tutti.

C' è qualche eccezione, peraltro non significativa. Ovviamente, il piccolo investitore che detiene il titolo ci guadagna sia se lo vende al momento, sia se lo vende a scadenza, ammesso però che l’ aumento del rendimento si mantiene costante fino alla scadenza. In definitiva, questo ipotetico investitore si chiede: "Ma perché le cose vanno male? Io vedo che per me va tutto bene!" Questo è però  un aspetto individuale, non generale, e la distorsione dell' interpretazione corretta nasce dalla disinformazione e dalla diversità dei contesti. Comunque, anche per il possessore del BTP decennale ci sono maggiori problemi se vuole acquistare le  obbligazioni di nuova emissione, perchè dovrebbe essere consapevole che  sono sì a rendimento più alto, ma sono anche più rischiose. 

Capire meglio lo spread.

Ma cerchiamo di analizzare  meglio la definizione di spread da un punto di vista meramente tecnico. Ebbene, occorre precisare che nella suddetta definizione di spread entrambi i rendimenti a scadenza sono espressi in percentuale, mentre invece lo spread (la differenza dei due rendimenti)  è espresso in punti base,  dove 1 punto base corrisponde a una differenza dello 0,01% dei due rendimenti a scadenza, e cioè – detto all’ inverso -  l'1% di differenza tra i due suddetti rendimenti a scadenza  vale 100 punti base.

Chiariamo con un esempio. 
Supponiamo che il Tg del mattino comunica uno spread pari a 171,4 punti base, che corrispondono a uno spread espresso in % di 1,714% (infatti, 171,4*0,01%=1,714%). Supponiamo che nello stesso stante il valore del Bund decennale è uguale a 0,32%. Addizioniamo ora al valore dello spread pari a 1,714% tale valore costante di 0,32% del Bund e otteniamo come risultato 2,03%, che per la definizione data dello spread fornisce il valore del rendimento % a scadenza del nostro BTP decennale; e cioè, 1,714% + 0,32% = 2,03%.

Questi rendimenti a scadenza, il cui valore cambia  a seconda delle variazioni di prezzo che le rispettive obbligazioni hanno nel corso della seduta di Borsa,  si calcolano in modo ricorsivo ( ... un procedimento matematico piuttosto complesso, eseguito all' istante mediante computer!) sono valori dinamici. Quindi, anche il loro differenziale, e cioè lo spread, non è un valore statico ma dinamico. Ricordo, per inciso, che prezzi e rendimenti sono inversamente proporzionali, ma ciò lo spiegheremo dettagliatamente quando ci interesseremo della relazione tra prezzi di mercato e tassi di interesse nella seconda parte  di questa "Guida agli Investimenti Finanziari".

Per conseguire il massimo della chiarezza, vi mostro dove ho rilevato in tempo reale (domenica, 10/09/2017, h 11:17) i valori dell' esempio sopra riportato.

  • Infatti, per avere il valore dello spread in tempo reale basta fare clic sulla immagine che sta in testa a questo articolo (o più comodamente  ---> quì). Valore rilevato: spread = 171,40, equivalente ad una differenza di rendimento a scadenza uguale a 1,714%.
  • Per avere invece il valore in tempo reale del rendimento a scadenza del nostro BTP a 10 anni, basta fare clic ---> quì. Valore rilevato: BTP 10 year = 2,03%.
  • Per avere infine il valore in tempo reale del BUND a 10 anni, basta fare clic ---> quì. Valore rilevato:  BUND ten year = 0,32%. Cioè, 1,714% = 2,03% - 0,32%, come riportato poco oltre l' inizio di questo paragrafo.

Ma finora non abbiamo detto la cosa più importante, e cioè in definitiva a noi interessa sapere non solo lo spread, ma sopratutto come esso varia nel tempo, e cioè il suo trend. " Trend is your friend" (La tendenza è la tua amica) è da sempre la regola d' oro dei mercati finanziari,  e cioè conoscere l ' andamento, la tendenza, sapere se lo spread sta salendo, o scendendo o se rimane costante. E cioè, studiando il trend e suffragando tale studio anche con una sufficiente conoscenza degli indicatori economici del momento (market mover, e cioè i fattori che muovono i mercati), possiamo effettuare scelte responsabili e consapevoli all' atto della decisione di un investimento, ... però sempre e solamente dopo aver consultato la nostra consulente finanziaria.
Se qualche mattino vi sfugge il dato dello spread comunicato dal Tg, niente paura: fate clic ---> quì (sito SoldionLine , e avrete i risultati giornalieri dello spread delle date precedenti, ... fino alla prima notte dei tempi!). Potete visualizzare anche un grafico storico, che purtroppo si arresta all' anno 2013: ---> quì
Infine, se si desidera esaminare lo spread degli Stati europei vs. il Bund, basta fare clic ---> quì. Dalla tabella si evince che i Paesi con spread più alto sono attualmente il Portogallo, l' Ungheria, l' Italia, la Spagna, e la Grecia.

 

Nota dell' autore.

 All' inizio dell' articolo abbiamo definito lo Spread Btp-Bund a dieci anni come il termometro del rischio sovrano del nostro Paese.
A seguito della Grande Recessione, si sono verificate profonde crisi di debito sovrano in alcuni Paesi dell' Eurozona, come Grecia, Irlanda, Spagna, Portogallo, Italia compresa, e ancor prima la crisi dei subprime negli USA e il fallimento della Lehman Brothersprofonde crisi. 

Ho allora deciso di terminare questa prima parte della mia “Guida agli Investimenti Finanziari” pubblicando prossimamente un settimo articolo che ha per titolo appunto “La Grande Recessione”, un ottavo articolo su “Gli Indicatori Economici”, ed un nono ed ultimo articolo di chiusura e commento agli argomenti fondamentali trattati e di prefazione alla seconda parte, descrittiva dei titoli finanziari.

Colgo l’ occasione di ringraziare anzitutto il mio amico Antonio Copiello, a tutti noto con il nickname tonicopi, per avermi aiutato a costruire la struttura di quello che io sinteticamente definisco “joomla-web-site” (e cioè, sito sviluppato in ambiente CMS Joomla!). Ringrazio ancora il Direttore di banca Gino Barra, e la Sig.ra  Flora D’ Agostino, Consulente Finanziaria presso Unicredit Bank, di cui sono cliente da moltissimi anni, e che rappresenta il mio riferimento principale  per qualsiasi problema personale di carattere finanziario. 


Ringrazio infine i miei BFF (best friends forever, i migliori amici/amiche per sempre del web),  che da sempre hanno condiviso i miei articoli.

Altri articoli della “Guida agli Investimenti Finanziari” dello stesso Autore:


Argomenti Fondamentali (Sezione base): 

Prefazione agli investimenti finanziari
Prezzi e mercati
La diversificazione di un portafoglio
Direttiva MiFID II, e il questionario MiFID.
Il Conto corrente, e … altro!
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Il tasso di cambio: cosa è, a che serve, e da quali fattori dipende.
La Grande Recessione, atto primo.
La Grande Recessione, atto secondo
La Grande Recessione, ... ultimo atto? 

 
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Zeferino

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Tags: Spread, termometro del “rischio di default”, spread BTP-BUND, differenza dei rendimenti

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