La Grande Recessione, ... ultimo atto?

Dopo aver visto le principali cause della crisi finanziaria delle banche, occorre ora riprendere il filo rosso che tiene insieme questa serie di articoli fondamentali, introduttivi alla descrizione dei titoli, e dobbiamo cercare di chiudere il cerchio, facendo in un certo qual modo il punto della situazione.
Ricorderete, amici lettori, il contenuto della " Lettera aperta al Ceo Unicredit ". Ravvisavo, in quell' articolo, la necessità di conoscere meglio gli strumenti finanziari. Oggi aggiungo anche l' auspicio che le banche, e tutto il contesto in cui lavorano, possano cambiare, privilegiando un aspetto più umano. Nell' interesse di tutti,  anche delle stesse banche, che sanno benissimo che se viene a mancare la fiducia dei clienti, crolla tutto. Ma io parlo di una fiducia non regalata dal cliente  o sottratta dalla banca, ma di una fiducia consapevole e responsabile, basata su una migliore conoscenza degli strumenti finanziari.

John Steinbeck, autore di Furore (1939), fa dire ad un personaggio del suo romanzo: « Vi ripeto che la banca è qualcosa di più di un essere umano. È il mostro. L'hanno fatta degli uomini, questo sì, ma gli uomini non la possono tenere sotto controllo. » Il personaggio è uno dei circa cinquecentomila americani che a seguito della crisi della Grande Depressione del 1929 furono costretti a migrare, lasciando le terre da essi coltivate dell' Oklaoma per raggiungere la California: crisi acuita dalla siccità prolungata e da un tornado che ammantò quelle terre di una spessa coltre di polvere bianca, rendendole infruttuose. Allora le banche mandarono i trattori, che rasero tutto, perfino le deboli abitazioni di legno. Allora Steinbeck scrive: « E gli occhi dei poveri riflettono, con la tristezza della sconfitta, un crescente furore. Nei cuori degli umili maturano i frutti del furore e s'avvicina l'epoca della vendemmia. »
Quegli uomini ebbero il coraggio di reagire, ma non il povero pensionato che aveva perso tutto (fallimento delle banche Etruria, Marche, Chieti, e Ferrara).

Le banche debbono cambiare modo di fare banca. La nuova MIFID va in questa direzione, avendo per oggetto un maggior controllo degli emittenti degli strumenti finanziari, controllo sia sullo strumento finanziario e sia sulla struttura finanziaria dell' emittente. 

Ma non basta. Abbiamo detto che il valore della economia finanziaria mondiale è oltre otto volte maggiore di quello dell' economia reale, sappiamo che una  ricchezza immensa è in poche mani, e che spesso speculazione e voglia di ottenere redditi sempre maggiori la spuntano su quella che dovrebbe essere una corretta e lungimirante politica economica e finanziaria. E purtroppo, il principio morale ispiratore delle nuove classi è in generale radicalmente cambiato, e cioè mentre prima si cercava di guadagnare per vivere, oggi  - specie nelle alte sfere, che poi sono quelle che detengono la maggior parte della ricchezza mondiale -  si vive esclusivamente per guadagnare. John Maynard Keynes diceva: “Le colpe più gravi della società economica in cui viviamo sono l’incapacità di assicurare una piena occupazione e la distribuzione arbitraria ed iniqua della ricchezza e dei redditi”.

Sul piano tecnico, ha avuto una grande influenza negativa la sostanziale inerzia della politica. Inoltre, le scelte attuali - secondo molti esperti -  sono sbagliate. Secondo Krugman “non c’era alcuna evidenza in grado di giustificare lo spostamento di attenzione dalla disoccupazione ai deficit. Mentre il danno provocato dalla mancanza dei posti di lavoro è reale e gravissimo, il danno provocato dai deficit in un Paese come l’America nella situazione in cui versa oggi è prevalentemente ipotetico. L’onere quantificabile del debito è molto minore di quanto si potrebbe immaginare stando alla retorica, e i moniti su una presunta crisi del debito si basano sostanzialmente sul nulla”.
Secondo Krugman, occorre ridurre l’eliminazione dei tagli alle amministrazioni locali, incrementare almeno temporaneamente i sussidi di disoccupazione o di altri programmi di sostegno al reddito, e finanziare nuovi progetti in infrastrutture; e “non idee visionarie come una ferrovia ad altissima velocità o un ponte gigantesco; possono essere investimenti più banali in strade, miglioramento della rete ferroviaria, sistemi idrici e così via.”

Lo stesso Consiglio Direttivo Europeo sbaglia nel puntare troppo sull' austerità. Occorre sopratutto rilanciare il lavoro. Ai deficit si può porre rimedio, ma alla disoccupazione assolutamente no.

Altri articoli della “Guida agli Investimenti Finanziari” dello stesso Autore:


Argomenti Fondamentali (Sezione base): 

Prefazione agli investimenti finanziari
Prezzi e mercati
La diversificazione di un portafoglio
Direttiva MiFID II, e il questionario MiFID.
Il Conto corrente, e … altro!
Lo spread BTP-BUND
Il tasso di cambio: cosa è, a che serve, e da quali fattori dipende.
La Grande Recessione, atto primo.
La Grande Recessione, atto secondo
La Grande Recessione, ... ultimo atto? 

 
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Zeferino

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Tags: recessione, fiducia clienti, fallimento banche, banca Etruria, banca Marche, banca Chieti, banca Ferrara

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