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  • I racconti di Zeferino

"... ZEFERINO, IL PRESIDENTE! "

Nel mese di novembre del 1980 stavamo tutta la famiglia in villeggiatura a Santa Cristina, vicino Ortisei e Selva di Val Gardena: Amalia aveva allora 11 anni, Alfredo 17.

Amalia stava dentro la pensione, a giocare con delle amichette.

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Un Fiore di Montagna.

Fiore di montagna Alle prime luci del mattino, io e mio suocero risalimmo faticosamente da quel gelido ed oscuro vallone degli Alburni, dove - contrariamente a quanto assicuratoci dai locali - non avevamo incontrato nemmeno l'ombra di un cinghiale. 
Giungemmo alla fine ad uno spiazzo aperto, riparato a nord dai venti da un costone roccioso, e ricoperto da uno spesso manto d'erba, su cui facevano ombra alcuni alberelli, sparsi qua e là: ci sembrò di essere arrivati al centro dell' Eden. 

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ZEF & JEFF.

 SALERNO - Martedì, 8 dicembre 2020. 

Un bidone salta in aria ... e crash!

ChiesaParrocchialeSSSalvatorePassianoDietro la Chiesa Parrocchiale S.S. Salvatore di Passiano, antico borgo di Cava de' Tirreni, c'era - sul finire della seconda guerra mondiale - il Contropone, una zona inabitata e alluvionale. A Passiano ci andavo spesso, perché lì - in via Ernesto Coda, N° 3 - c'erano sia i miei nonni materni che quelli paterni. Quelli materni abitavano in una costruzione ben fatta, con attiguo pozzo, orto, giardino, una stalla con cavallo, mangiatoia, carrozza ed in più un calesse; i nonni paterni stavano invece all'ultimo piano di una costruzione a due piani, in una bella casa con molte stanze e con un terrazzo meraviglioso, che aveva persino un belvedere sovrastante i tetti e che consentiva la visione di tutta la vallata di Cava dé Tirreni, e dei molti villaggi che la circondano.

Alla Festa del Castello io ero sempre ospite del nonno paterno, nonno Zefferino (con due f, mentre il mio nome è semplicemente con una f, ... accorciato poi dagli amici in Zef !), per assistere dal belvedere al cosiddeto "Incendio del Castello", uno spettacolo magnifico di fuochi pirotecnici, eseguito da una squadra abilissima di artificieri alle falde appunto del prospiciente Monte Castello. Con il nonno paterno poi condividevo una data speciale: il 26 agosto, ricorrenza simultanea di compleanno e onomastico per entrambi!

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Incontrarsi al Bryant Park

Incontrarsi al Bryant Park

 A lenti passi, si avvicinò all'ampia vetrata del suo ufficio, al 30° -  ed anche ultimo - piano dell’ HSBC Tower, 452 Fifth Avenue, New York: durante la notte il vento aveva spazzato il cielo da tutte le nuvole, e la vista era magnifica. Allora, come aveva fatto altre volte, prese dalla scrivania una chiave, chiuse dietro di sé la porta dell'ufficio, fece di corsa le due rampe di scala e poi - due giri nella serratura ed una spinta - irruppe sul terrazzo!

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Quel temporale estivo sulla spiaggia ...

TempEstivoNottSpiaggiaLa donna richiuse alle sue spalle la porta dello chalet, per non farla sbattere dal vento.
Snella, alta, avanzava lentamente verso il mare, viso sollevato verso il cielo, braccia leggermente stese lungo il corpo  e palmo delle mani aperte verso l'alto, accogliendo con voluttà le gocce di pioggia di quel temporale estivo scoppiato improvvisamente ad inizio sera. 
Quando un fulmine attraversò il cielo oscurato dalle nubi illuminando per un istante il suo viso, avresti potuto scorgere nei suoi occhi verdi un brivido di piacere: quel giorno era stato piuttosto caldo. 

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La nuvoletta solitaria

Salerno, martedì 5 marzo 2013.             

Nuvoletta bianca solitaria Quel mattino, una nuvoletta solitaria vagava felice in un cielo azzurro, solo qua e là punteggiato da altre nuvole bianche, alcune in gruppo, altre solitarie come lei. 

Un leggero vento sospingeva la nuvoletta, e ne accarezzava e modellava dolcemente l’ aereo corpo, bianco e soffice come la neve caduta di fresco.
La nuvoletta guardava scorrere sotto di se tutto quel verde delle colline, delle valli e dei prati, interrotto qua e la dalle casette dei contadini.

Nelle aie antistanti figurine di persone non cessavano di andare avanti ed indietro; altre erano invece nei campi color marrone di fresco coltivati; due invece, che bello!, se ne stavano immobili, sdraiate sull’ erba a prendere il sole. Incuriosita, la nuvoletta desiderò osservarle più da vicino, e cercò di scendere di quota, ma la direzione del vento non le consentì di farlo.
La nuvoletta doveva socchiudere invece un poco gli occhi per guardare controsole le altre nuvolette  che scorgeva poco lontane, ed alle quali sperava di potersi unire.

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GIOSUE' e CARMINE.

Giosuè e Carmine sono stati i miei migliori amici.

Carmine ci ha lasciato tanti anni fa, stroncato da un male incurabile. 
Era un chimico industriale, come me. Lavorava a Bagnoli, agli altoforni, e quei gas maledetti se lo sono portato via. Negli anni passati, tante volte ho tentato di parlarne su queste pagine, per ricordarlo a me stesso e a quanti  lo hanno conosciuto, senza mai riuscirci. 
Ma è poco più di un un mese che è venuto a mancare, in tarda età, anche Giosuè. Ed allora, ho pensato che non è giusto non lasciare nemmeno un briciolo di ricordo di due persone per me uniche. E lo faccio oggi, prima che sia troppo tardi anche per me.

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