Canzone per l'alverniate

Ecco per te questa canzone
tu l'Alverniate che senza ragione
mi hai dato quattro pezzi di legno
quando fuori faceva freddo.
Tu che mi hai dato del fuoco quando
ero perso e senza scampo
tutta la gente quando ho bussato
la porta non m'han spalancato.


Non era altro che un piccolo fuoco
ma il mio corpo aveva scaldato
nella mia anima brucia ancora
e ti giuro che non è poco!

Quando la morte ti chiamerà
quando il becchino ti porterà
che ti conduca attraverso un volo
lassù in alto nel cielo.

Ecco per te questa canzone
tu l'oste che senza ragione
mi hai dato quattro pezzi di pane
quando la vita era fame.
Tu che m'apristi la porta quando
ero perso e senza scampo
la gente rideva nel guardare
vedermi morire di fame.

Non era altro che un pezzo di pane
ma il mio corpo riusciva a sfamare
nella mia anima brucia ancora
come un banchetto regale.

Quando la morte ti chiamerà
quando il becchino ti porterà
che ti conduca attraverso un volo
lassù in alto nel cielo.

Ecco per te questa canzone
tu lo straniero tu senza nome
eri dispiaciuto e mi ha sorriso
quando i gendarmi mi hanno preso.
Tu che non hai applaudito quando
ero perso e senza scampo
tutta la gente rideva e guardava
quel gendarme che m'arrestava.

Non era altro che un poco di miele
ma il mio corpo riusciva a scaldare
nella mia anima brucia ancora
come farebbe un bel sole.

Quando la morte ti chiamerà
quando il becchino ti porterà
che ti conduca attraverso un volo
lassù in alto nel cielo.

 

 

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